
Borse in festa tra Iran e petrolio: il rally di Wall Street sfida la geopolitica
Mentre il mondo osserva con apprensione l’escalation in Medio Oriente e il prezzo del greggio che scava un solco nelle economie europee, Wall Street ha chiuso aprile con il fiato sospeso ma i listini ai massimi storici. Lo S&P 500 ha guadagnato oltre il 10 per cento, il Nasdaq più del 15: performance che non si vedevano dal 2020. Il motore di questa corsa non è l’ottimismo geopolitico, bensì i bilanci stellari delle grandi corporation americane, in particolare del settore tecnologico e dell’intelligenza artificiale.
Secondo gli analisti di New York, gli utili delle società dello S&P 500 sono cresciuti del 27,8 per cento nel primo trimestre, il ritmo più rapido dalla fine del 2021. Aziende come Caterpillar, termometro dell’economia globale, e Alphabet hanno superato le attese, spingendo gli investitori a ignorare quasi del tutto i timori legati a un possibile conflitto diretto tra Stati Uniti e Iran. Da Zurigo si osserva con una certa ironia questo distacco: l’impennata del petrolio, che ha già spinto le compagnie aeree a tagliare voli e il Fondo Monetario Internazionale a rivedere al ribasso le stime di crescita, sembra non scalfire i trader.
L’ottica di Teheran, invece, è più ambivalente: da un lato il rialzo del greggio favorisce le casse statali, dall’altro l’inasprimento delle sanzioni americane e la volatilità dei mercati complicano le manovre della Repubblica islamica. Per l’Europa e l’Italia, il nodo è duplice. Il caro petrolio si traduce in bollette più salate e inflazione importata, mentre la dipendenza dal gas e la fragilità della crescita continentale rendono il Vecchio continente più vulnerabile agli shock energetici.
Gli analisti di Bruxelles sottolineano che la divergenza tra la bolla azionaria americana e la realtà economica europea potrebbe accentuarsi, se la Federal Reserve dovesse mantenere i tassi alti per contenere le pressioni inflazionistiche. Guardando avanti, il vero test sarà capire se il boom dell’intelligenza artificiale riuscirà a sostenere i margini aziendali anche in uno scenario di tassi elevati e incertezza geopolitica. Per ora, i mercati sembrano scommettere su un’eccezione americana: ma quando il greggio sale e la guerra si avvicina, anche le borse più euforiche possono incontrare un tetto.
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