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Società e Culturadomenica 7 giugno 2026

Gaokao 2026: oltre 12 milioni di studenti cinesi affrontano l'esame più difficile del mondo, tra sicurezza hi-tech e ansie per il futuro

Il temuto test nazionale cinese, decisivo per l'ingresso all'università, si svolge quest'anno con nuove tecnologie anti-imbroglio. Mentre Pechino blinda le prove, crescono i dubbi su un sistema che condiziona il destino di milioni di giovani.

Ore 9 di una domenica mattina di inizio giugno. In tutta la Cina, 12,9 milioni di studenti tra i 17 e i 19 anni varcano le porte dei centri d'esame per il gaokao, il test nazionale che decide il loro futuro. Per la maggior parte di loro, il punteggio ottenuto in questa maratona di più giorni – che spazia dal cinese alla matematica, dall'inglese alle scienze – è l'unico criterio di ammissione all'università. Un sistema impietoso, che ogni anno trasforma le città cinesi in un'enorme camera di concentrazione, con strade silenziate e genitori in apprensione fuori dai cancelli.

«È la prima volta, quindi sono un po' in ansia», ha confessato Zhang Xinnan, 18 anni, poco prima di entrare. Lo studente di Pechino teme soprattutto la prova di composizione in cinese, ma come molti suoi coetanei spera che mesi di preparazione ossessiva diano i frutti sperati. La pressione è amplificata da un mercato del lavoro in evoluzione: in un'economia che rallenta, il prestigio dell'ateneo diventa ancora più cruciale per garantirsi un impiego.

L'edizione 2026 del gaokao, però, non è solo una questione di ansie personali. Le autorità cinesi hanno introdotto misure di sicurezza senza precedenti: sistemi di sorveglianza intelligenti, videocamere a circuito chiuso, e tecnologie per il blocco dell'intelligenza artificiale. L'obiettivo è prevenire frodi e fughe di notizie in un esame dove un singolo punto può fare la differenza tra l'ammissione a un'università di élite e un futuro incerto. È il riflesso di una società ossessionata dal merito, ma anche di una sfiducia di fondo verso un gigantesco apparato di selezione.

Guardando oltre i confini cinesi, il gaokao appare come un rito di passaggio estremo. In India, dove esami come NEET e JEE richiamano ogni anno milioni di candidati, il dibattito sulla digitalizzazione delle prove è acceso, ma la scala rimane comparabile. Per l'Europa – abituata a processi di ammissione più flessibili, basati su curriculum e colloqui – questo meccanismo unico può sembrare disumano. Eppure, per Pechino, rappresenta un pilastro di stabilità sociale e di mobilità, per quanto imperfetto.

Mentre gli studenti consegnano i fogli e le famiglie trattengono il fiato in attesa dei risultati, la domanda di fondo resta: può un singolo esame, per quanto tecnologicamente blindato, catturare il potenziale di una generazione? La Cina ci prova, e il mondo osserva.

Divergenza — chi la racconta come
46%Media
3 blocchi · posizioni da −0.30 a +0.80
CriticoFavorevole
LATSEAIND
Divergenza tra blocchi di stampa
Stampa latinoamericana0.00neutral
Stampa sud-est asiatica+0.80aligned
Stampa indiana e sudasiatica−0.30critical
Stampa latinoamericana0.00

Il gaokao cinese è descritto come l'esame universitario più difficile al mondo, con misure di sicurezza impressionanti come tecnologia anti-copia, blocco dell'IA e strade immerse nel silenzio. Oltre 12,9 milioni di candidati affrontano questa prova temuta, e alcuni media propongono un quiz di inglese per testare la difficoltà, mescolando curiosità e paternalistico stupore.

AllarmePaternalismo
Stampa sud-est asiatica+0.80

In Indonesia il gaokao cinese viene completamente ignorato; una cyber-università celebra invece un viaggio didattico a Singapore e in Malesia per ampliare gli orizzonti degli studenti. L'esperienza dimostra che l'apprendimento supera i confini della classe, in un trionfo locale che si tiene a distanza dalla febbre esaminatrice cinese.

TrionfoDistacco
Stampa indiana e sudasiatica−0.30

Mentre oltre 12,9 milioni di studenti cinesi affrontano il centralizzato e iper-controllato gaokao, i media indiani si interrogano se i mastodontici esami d'ammissione del paese possano trasferirsi online. Il racconto del rituale indiano — sveglia all'alba, viaggi in città sconosciute — si accompagna a un cauto scetticismo sulla capacità di eguagliare l'efficienza tecnologica cinese, tra pragmatismo e urgenza di riforma.

ScetticismoPragmatismo
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domenica 7 giugno 2026

Gaokao 2026: oltre 12 milioni di studenti cinesi affrontano l'esame più difficile del mondo, tra sicurezza hi-tech e ansie per il futuro

Il temuto test nazionale cinese, decisivo per l'ingresso all'università, si svolge quest'anno con nuove tecnologie anti-imbroglio. Mentre Pechino blinda le prove, crescono i dubbi su un sistema che condiziona il destino di milioni di giovani.

Ore 9 di una domenica mattina di inizio giugno. In tutta la Cina, 12,9 milioni di studenti tra i 17 e i 19 anni varcano le porte dei centri d'esame per il gaokao, il test nazionale che decide il loro futuro. Per la maggior parte di loro, il punteggio ottenuto in questa maratona di più giorni – che spazia dal cinese alla matematica, dall'inglese alle scienze – è l'unico criterio di ammissione all'università. Un sistema impietoso, che ogni anno trasforma le città cinesi in un'enorme camera di concentrazione, con strade silenziate e genitori in apprensione fuori dai cancelli.

«È la prima volta, quindi sono un po' in ansia», ha confessato Zhang Xinnan, 18 anni, poco prima di entrare. Lo studente di Pechino teme soprattutto la prova di composizione in cinese, ma come molti suoi coetanei spera che mesi di preparazione ossessiva diano i frutti sperati. La pressione è amplificata da un mercato del lavoro in evoluzione: in un'economia che rallenta, il prestigio dell'ateneo diventa ancora più cruciale per garantirsi un impiego.

L'edizione 2026 del gaokao, però, non è solo una questione di ansie personali. Le autorità cinesi hanno introdotto misure di sicurezza senza precedenti: sistemi di sorveglianza intelligenti, videocamere a circuito chiuso, e tecnologie per il blocco dell'intelligenza artificiale. L'obiettivo è prevenire frodi e fughe di notizie in un esame dove un singolo punto può fare la differenza tra l'ammissione a un'università di élite e un futuro incerto. È il riflesso di una società ossessionata dal merito, ma anche di una sfiducia di fondo verso un gigantesco apparato di selezione.

Guardando oltre i confini cinesi, il gaokao appare come un rito di passaggio estremo. In India, dove esami come NEET e JEE richiamano ogni anno milioni di candidati, il dibattito sulla digitalizzazione delle prove è acceso, ma la scala rimane comparabile. Per l'Europa – abituata a processi di ammissione più flessibili, basati su curriculum e colloqui – questo meccanismo unico può sembrare disumano. Eppure, per Pechino, rappresenta un pilastro di stabilità sociale e di mobilità, per quanto imperfetto.

Mentre gli studenti consegnano i fogli e le famiglie trattengono il fiato in attesa dei risultati, la domanda di fondo resta: può un singolo esame, per quanto tecnologicamente blindato, catturare il potenziale di una generazione? La Cina ci prova, e il mondo osserva.

Divergenza — chi la racconta come
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Il gaokao cinese è descritto come l'esame universitario più difficile al mondo, con misure di sicurezza impressionanti come tecnologia anti-copia, blocco dell'IA e strade immerse nel silenzio. Oltre 12,9 milioni di candidati affrontano questa prova temuta, e alcuni media propongono un quiz di inglese per testare la difficoltà, mescolando curiosità e paternalistico stupore.

AllarmePaternalismo
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In Indonesia il gaokao cinese viene completamente ignorato; una cyber-università celebra invece un viaggio didattico a Singapore e in Malesia per ampliare gli orizzonti degli studenti. L'esperienza dimostra che l'apprendimento supera i confini della classe, in un trionfo locale che si tiene a distanza dalla febbre esaminatrice cinese.

TrionfoDistacco
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Mentre oltre 12,9 milioni di studenti cinesi affrontano il centralizzato e iper-controllato gaokao, i media indiani si interrogano se i mastodontici esami d'ammissione del paese possano trasferirsi online. Il racconto del rituale indiano — sveglia all'alba, viaggi in città sconosciute — si accompagna a un cauto scetticismo sulla capacità di eguagliare l'efficienza tecnologica cinese, tra pragmatismo e urgenza di riforma.

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