
Il super El Niño si avvicina: il Pacifico ribolle e il mondo si prepara a ondate di calore e nubifragi
L’arrivo di un El Niño di forte intensità, forse paragonabile ai record del 1997 e 2015, minaccia di sconvolgere i climi globali già surriscaldati.
Il Pacifico tropicale sta per ribollire. Secondo i modelli del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, le acque superficiali dell’oceano potrebbero riscaldarsi fino a tre gradi sopra la media entro l’autunno, innescando un evento definito “super El Niño” già tra maggio e luglio. La National Oceanic and Atmospheric Administration ha ufficialmente dichiarato conclusa la fase di La Niña, aprendo la strada a una delle oscillazioni climatiche più potenti del pianeta. In un mondo che ha già superato di 1,46 gradi la temperatura preindustriale, il combinato disposto tra gas serra e riscaldamento oceanico rischia di produrre conseguenze senza precedenti.
L’America Latina si trova in prima linea. Il Messico, che si sta surriscaldando a un ritmo superiore alla media globale, potrebbe affrontare piogge torrenziali e uragani violenti da settembre in poi, mentre altre regioni – come il nord del continente – sperimenterebbero siccità estreme. Per l’India, invece, l’allarme arriva da New Delhi: le previsioni indicano una ripresa delle ondate di calore dopo il 9 maggio, con un monsone indebolito che metterebbe a rischio i raccolti e la sicurezza idrica. Secondo alcuni analisti asiatici, l’El Niño del 2026 potrebbe addirittura essere il più forte degli ultimi centoquarant'anni, segno che la frequenza e l’intensità di questi eventi stanno accelerando.
Negli Stati Uniti, gli effetti saranno asimmetrici: il nord del paese si prepara a un’estate più calda e secca, mentre il sud potrebbe essere investito da precipitazioni eccezionali. L’Europa, pur non essendo direttamente lambita dal fenomeno, ne subirà le ripercussioni attraverso lo spostamento delle correnti a getto: per l’Italia, già alle prese con siccità e ondate di calore sempre più frequenti, il super El Niño potrebbe aggravare gli squilibri stagionali, con impatti sull’agricoltura e sulle riserve idriche.
Tra negazionismo e allarmismo esiste però uno spazio d’azione. Gli scienziati ricordano che la finestra per mitigare gli effetti peggiori è ancora aperta – ma si sta chiudendo rapidamente. La prossima estate sarà un banco di prova per le politiche climatiche globali, e il super El Niño ne sarà il catalizzatore più implacabile.
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