
Meloni chiede un negoziatore Ue per l'Ucraina e critica i vertici ristretti
La premier ribadisce sostegno a Kiev e pressione su Mosca, propone una figura autorevole per il dialogo e attacca i formati europei non rappresentativi.
Nel corso delle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo del 18-19 giugno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la linea di fermezza dell'Italia: sostegno all'Ucraina e mantenimento della pressione su Mosca, anche attraverso il ventesimo pacchetto di sanzioni. Tuttavia, ha sottolineato la necessità che l'Unione europea individui una figura autorevole, investita della fiducia di tutti gli Stati membri, per guidare il negoziato con la Russia. Secondo Meloni, la fermezza europea non deve trasformarsi in cecità diplomatica: l'Europa deve essere pronta a dialogare, senza subire iniziative altrui. Ha inoltre criticato i vertici ristretti come il formato E3 (Regno Unito, Francia, Germania), definendoli non adeguatamente rappresentativi e fonte di confusione.
La premier ha evidenziato come, a oltre quattro anni dall'inizio dell'aggressione russa, Mosca non abbia ottenuto una vittoria decisiva, grazie all'eroica resistenza ucraina e al sostegno occidentale. Ha però ammonito che la situazione sul fronte è sostanzialmente ferma, e che l'offensiva russa non ha portato a progressi significativi. In questo contesto, Meloni ha ribadito l'importanza di coordinare l'azione europea con gli Stati Uniti, pur riconoscendo che la sfida non è sempre facile.
Sul fronte mediorientale, la presidente del Consiglio ha condannato le dichiarazioni del ministro israeliano Ben Gvir, definite inaccettabili, e ha annunciato che l'Italia sosterrà sanzioni contro i coloni violenti. Ha inoltre respinto l'ipotesi di sospendere l'accordo Ue-Israele, ritenendo che punire la società civile sarebbe controproducente. In materia di difesa, Meloni ha ricordato che l'Italia spende il 2,8% del Pil per la sicurezza, con un aumento dello 0,71% legato soprattutto a spese interne.
L'intervento della premier si inserisce in un quadro di crescenti tensioni internazionali, con la guerra in Ucraina che resta al centro dell'agenda europea. La proposta di un negoziatore Ue mira a rafforzare il ruolo dell'Unione, mentre le critiche ai formati ristretti riflettono la volontà di evitare iniziative che escludano l'Italia. Nei prossimi giorni, Meloni parteciperà al G7 in Francia, dove il confronto con gli alleati occidentali sarà cruciale per definire le prossime mosse diplomatiche.
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