
Mosca avverte i cittadini russi: «In Thailandia rischiate l’arresto su mandato Usa»
Il ministero degli Esteri russo denuncia una 'caccia' ai connazionali nel Paese asiatico, legata al trattato di estradizione con Washington e intensificata dopo la guerra in Ucraina.
Il ministero degli Esteri russo ha lanciato un allarme senza precedenti per i propri cittadini: evitare viaggi in Thailandia, anche di semplice transito, perché esposti al rischio concreto di arresto su richiesta delle autorità statunitensi. In una nota ufficiale, Mosca parla di una «vera e propria caccia» ai russi, condotta da Washington attraverso operazioni speciali che, secondo la diplomazia russa, si svolgerebbero «senza alcun riguardo per le autorità locali». L’avvertimento arriva mentre si moltiplicano i casi di cittadini russi fermati in territorio thailandese e successivamente estradati negli Stati Uniti.
La Thailandia è da anni una delle mete preferite dai viaggiatori russi, soprattutto dopo che le sanzioni occidentali hanno reso più difficile l’accesso all’Europa. Ma proprio questa popolarità ha trasformato il regno asiatico in un terreno di cattura per le agenzie federali americane, grazie a un trattato bilaterale di estradizione. Il precedente più noto è Viktor Bout, arrestato a Bangkok nel 2008 e consegnato agli USA. Oggi l’attenzione si concentra su Denis Obrezko, presunto hacker formatosi all’Accademia di crittografia dell’FSB, fermato in Thailandia lo scorso novembre e comparso in questi giorni davanti a un tribunale americano; secondo fonti russe sarebbe legato alla fuga di dati del progetto «Voto intelligente» di Navalnyj. Un altro caso del 2024 riguarda un russo arrestato a Phuket con l’accusa di fornire microelettronica alla Russia in violazione delle sanzioni.
Dal punto di vista di Mosca, quella americana è una strategia sistematica di accerchiamento legale, che sfrutta la rete globale di accordi di estradizione per colpire cittadini russi ovunque si trovino. Il ministero denuncia pressioni psicologiche e tentativi di estorcere confessioni durante la detenzione in Thailandia. La nota sottolinea come il «macchinario della giustizia punitiva di Washington» abbia accelerato dopo l’invasione dell’Ucraina, trasformando ogni spostamento all’estero in un potenziale rischio. Non è la prima volta che Mosca mette in guardia i connazionali: avvisi simili sono stati diffusi per altri Paesi con trattati di estradizione con gli USA, ma il tono di questa comunicazione appare particolarmente allarmato.
Per l’Italia e l’Europa, l’episodio offre uno spaccato delle tensioni giuridiche globali che accompagnano il conflitto ucraino. Sebbene i cittadini europei non siano direttamente interessati, il caso thailandese mostra come Washington utilizzi in modo aggressivo gli strumenti di cooperazione giudiziaria per perseguire obiettivi di sicurezza nazionale, talvolta scavalcando le sensibilità diplomatiche dei Paesi ospitanti. Bangkok si trova in una posizione delicata: da un lato l’alleanza con gli USA, dall’altro i crescenti flussi turistici e commerciali con la Russia, che potrebbero risentire di un clima di insicurezza giuridica. Se l’allarme di Mosca dovesse tradursi in un calo di visitatori russi, l’industria turistica thailandese subirebbe un nuovo colpo. Sul lungo periodo, la moltiplicazione di questi casi rischia di incrinare l’immagine della Thailandia come destinazione neutrale, trasformandola in un teatro di una guerra legale combattuta a colpi di mandati d’arresto.
| Stampa russa e CSI | −0.90 | critical |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
Il Ministero degli Esteri russo accusa gli Stati Uniti di condurre una 'caccia' ai cittadini russi in Thailandia, sfruttando trattati di estradizione e pressioni psicologiche. Comuni cittadini rischiano arresti improvvisi a causa delle sanzioni extraterritoriali americane. Mosca raccomanda estrema cautela o di evitare del tutto i viaggi nel paese.
Le autorità russe hanno emesso un avviso di viaggio per la Thailandia, citando il rischio di arresto su richiesta degli Stati Uniti. L'allerta coincide con la comparsa in tribunale di un presunto hacker russo, suggerendo che sia rivolta a individui ricercati dalla giustizia americana. L'avvertimento è presentato come un avviso diplomatico di routine, non come una minaccia generale per tutti i turisti.
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