
Rivoluzione Uefa: dal 2028 Nations League e qualificazioni cambiano volto
Dal 2028, il torneo delle nazionali europee si adegua al modello Champions: tre leghe, gironi più ampi, meno partite inutili.
L’Uefa ha varato una riforma di ampia portata per il calcio delle nazionali, che entrerà in vigore dopo Euro 2028. La Nations League passerà da quattro a tre leghe, ciascuna composta da diciotto squadre divise in tre gironi da sei. Ogni nazionale giocherà sei partite contro altrettanti avversari diversi, in un formato che ricorda da vicino la nuova Champions League. Le qualificazioni agli Europei e ai Mondiali verranno a loro volta ridefinite: le trentasei migliori europee (provenienti dalle prime due leghe della Nations League) formeranno tre gironi da dodici, con sei gare a testa contro squadre differenti. Il resto delle nazionali, diciotto o diciannove, potrà accedere alla fase finale solo attraverso gli spareggi. La decisione, presa dal comitato esecutivo riunito a Istanbul, sarà perfezionata a settembre a Salonicco.
L’obiettivo dichiarato è ridurre le partite senza significato, un problema che ha afflitto sia la Nations League sia i gironi di qualificazione, spesso caratterizzati da divari eccessivi tra le squadre. Secondo gli analisti di Nyon, il nuovo sistema migliorerà l’equilibrio competitivo senza aumentare il numero complessivo di incontri. L’ottica di Madrid e di Parigi, capitali di federazioni di primo piano, è di accoglienza positiva, ma con una cauta attesa per i dettagli. Da Roma, invece, emerge una valutazione più sfumata: se da un lato la riforma riduce il rischio di esclusioni premature per sorteggi sfortunati – un tema caro al calcio italiano dopo le recenti delusioni – dall’altro non risolve la questione centrale dei posti limitati per l’Europa nel Mondiale a 48 squadre voluto dalla Fifa.
La prospettiva dei media scandinavi e dell’Europa orientale sottolinea l’aspetto più geometrico della riforma: la simmetria dei nuovi gironi e la riduzione del numero di partite inutili, un vantaggio per le nazionali di medio livello che potranno competere più a lungo. Da Mosca arriva un’analisi focalizzata sui meccanismi di qualificazione: la nuova “Lega 1” assorbirà le prime trentasei squadre del ranking, creando di fatto un’élite ristretta, mentre le altre si giocheranno il tutto per tutto nei playoff. Un’impostazione che, secondo alcuni osservatori, rischia di cristallizzare le gerarchie esistenti, ma che nello stesso tempo garantisce partite più avvincenti. Da Londra, invece, si guarda con interesse al sistema “svizzero” adottato per i gironi, che dovrebbe garantire partite più equilibrate.
Restano da definire i criteri esatti per l’assegnazione dei posti diretti e degli spareggi, che verranno annunciati entro settembre. Quel che è certo è che l’Uefa ha imboccato una strada di centralizzazione e spettacolarizzazione del calendario, sull’onda del successo del nuovo formato Champions. Per l’Italia e per l’Europa intera, si apre una fase di transizione: le nazionali dovranno abituarsi a un torneo quasi permanente, con un ritmo che accorcia le distanze tra club e selezioni. La riforma potrebbe avere un impatto anche sulla programmazione dei campionati nazionali, costretti a fare i conti con finestre internazionali più fitte e strutturate.
| Stampa europea continentale | +0.30 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa arabo levante-Maghreb | +0.20 | neutral |
| Stampa sud-est asiatica | +0.10 | neutral |
| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
I media europei riportano la riforma della Nations League e delle qualificazioni europee, che adotteranno un formato simile alla Champions League. Mentre alcuni commentatori esprimono sollievo per la sostituzione del sistema attuale con gironcini squilibrati, il tono generale è di copertura fattuale con lieve approvazione.
I media arabi riportano i cambiamenti UEFA in modo fattuale, sottolineando l'obiettivo di migliorare l'equilibrio e ridurre le partite senza senso. La copertura è breve e neutrale, senza forte editorializzazione.
I media del sud-est asiatico riportano le prossime modifiche al formato in modo diretto, notando la somiglianza con la Champions League. La copertura è puramente informativa, senza linguaggio emotivo.
I media russi presentano la riforma UEFA come un fatto compiuto, spiegando la nuova struttura senza commenti. La copertura è asciutta e tecnica, concentrandosi sui meccanismi dei cambiamenti di qualificazione.
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