
Rubio annuncia sforzi USA per riavviare i negoziati Russia-Ucraina nelle prossime settimane
Il segretario di Stato americano ha dichiarato a Fox News che Washington tenterà di avvicinare le “linee rosse” delle parti, mentre proseguono gli attacchi quotidiani.
Gli Stati Uniti tenteranno “nelle prossime settimane” di capire se esista la possibilità di riportare Russia e Ucraina al tavolo dei negoziati diretti. Lo ha annunciato il segretario di Stato Marco Rubio in un’intervista a Fox News, precisando che l’amministrazione è consapevole delle “linee rosse piuttosto chiare” di entrambe le parti e che lo sforzo diplomatico sarà volto ad “avvicinarle”. Rubio ha citato un’istruzione del presidente Donald Trump alla sua squadra: “Se vedete un’opportunità per diventare la forza che dà impulso ai negoziati di pace, facciamolo”.
Secondo quanto ricostruito dalle fonti, l’ultimo round di colloqui trilaterali con la mediazione statunitense si è tenuto a Ginevra il 17 e 18 febbraio 2026. Un incontro successivo, previsto per il 5 marzo ad Abu Dhabi, è stato rinviato a data da destinarsi dopo l’avvio delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Nei primi mesi del 2026, diversi round negoziali avevano permesso di concordare la maggior parte degli aspetti tecnici, ma lo scoglio principale resta lo status del Donbass: la Russia, secondo quanto emerso da indiscrezioni di stampa, esige il passaggio della regione sotto il proprio controllo e respinge soluzioni di compromesso come una zona demilitarizzata.
Sul piano delle posizioni pubbliche, Mosca si dice pronta a negoziare senza condizioni preliminari, sulla base delle intese raggiunte a Istanbul nel 2022 e delle “realtà sul terreno”. Kiev, da parte sua, ha più volte dichiarato la disponibilità a un cessate il fuoco immediato e a colloqui di pace, ma il presidente Volodymyr Zelensky in passato aveva escluso trattative dirette con Vladimir Putin finché questi resta al Cremlino; in giugno, tuttavia, Zelensky ha indirizzato a Putin una lettera aperta proponendo un incontro personale in un paese terzo, gesto che il leader russo ha bollato come “maleducato”. Il presidente Trump, il 31 luglio, ha affermato che entrambi i leader vogliono un accordo ma dovranno fare concessioni.
L’iniziativa diplomatica si colloca in un quadro di scontri quotidiani che non accennano a diminuire. Nella notte del 1° agosto un attacco con missili balistici su Kiev ha ucciso nove persone, portando a circa dieci il numero di simili raid nelle sole settimane estive. Entrambe le parti colpiscono con regolarità porti e naviglio nel Mar Nero e nel Mar d’Azov. In questo contesto, è attesa per agosto la prima visita a Kiev degli inviati speciali di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, finora assorbiti dal dossier iraniano. La loro missione potrebbe rappresentare il primo passo concreto del rinnovato tentativo americano di riannodare il filo del dialogo interrotto a febbraio.
| Stampa europea continentale | 0.00 | neutral |
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| Stampa russa e CSI | 0.00 | neutral |
Gli Stati Uniti agiscono per riavviare il dialogo, ma le condizioni di Mosca sono assenti.
Cronaca neutrale che omette il contesto delle richieste russe, facendo apparire l'iniziativa USA come unica via.
Non si citano le condizioni di Putin per i negoziati (enunciate il 24 giugno), che fornirebbero un contrappunto alla narrativa.
La Russia è pronta ai negoziati, ma solo se le sue condizioni saranno rispettate; l'iniziativa americana è benvenuta ma deve riconoscere le linee rosse.
Il meccanismo è l'insistenza sulle precondizioni russe, inquadrando l'iniziativa USA come subordinata alle richieste di Mosca.
Non si menziona l'ultimo round di negoziati a Ginevra nel febbraio 2026, che mostrerebbe che i colloqui sono già in corso e non iniziano da zero.
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