
Trump riceve Netanyahu e Zelensky alla Casa Bianca tra le guerre in Iran e Ucraina
In colloqui separati, il presidente USA discute con il premier israeliano della guerra contro Teheran e con il leader ucraino dei negoziati di pace, mentre emergono divergenze strategiche.
Martedì 28 luglio, il presidente statunitense Donald Trump ha ricevuto alla Casa Bianca, in due incontri separati, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Entrambi i leader sono a Washington per partecipare ai funerali del senatore repubblicano Lindsey Graham, ma le riunioni sono state dominate dai conflitti in corso: la guerra contro l'Iran e quella in Ucraina.
Per Netanyahu si tratta dell'ottavo faccia a faccia con Trump dall'inizio del secondo mandato del presidente americano, ma il primo dall'avvio dell'offensiva congiunta israelo-statunitense contro l'Iran del 28 febbraio scorso. Secondo fonti della Casa Bianca, l'agenda include la situazione sul fronte iraniano, i progressi nei colloqui con il Libano e gli sforzi per ampliare gli Accordi di Abramo. Lo stesso Netanyahu, in un videomessaggio prima della partenza, ha indicato nell'Iran la priorità assoluta dei colloqui. Tuttavia, i rapporti tra i due alleati appaiono segnati da crescenti tensioni: Trump ha pubblicamente ammesso 'una piccola divergenza' sull'Iran, ma ha insistito sulla vicinanza delle posizioni, mentre indiscrezioni di stampa riferiscono di un'accesa telefonata a giugno in cui il presidente avrebbe definito Netanyahu 'completamente pazzo'.
L'incontro con Zelensky si concentra invece sulle prospettive di pace con la Russia e sulla richiesta ucraina di ottenere missili intercettori per i sistemi di difesa antiaerea Patriot. Il leader ucraino ha definito la difesa antibalistica e la cooperazione strategica con Washington la 'priorità numero uno' del suo viaggio. Trump ha minimizzato le accuse di Zelensky circa una presunta fornitura russa di intelligence all'Iran su basi americane, dichiarando di non credere che ciò sia avvenuto 'ad alto livello'.
L'asse tra Washington e Tel Aviv mostra segni di attrito anche su altri fronti. L'amministrazione Trump ha sospeso i bombardamenti sull'Iran dopo tredici giorni di raid, offrendo spazio alla diplomazia, ma avvertendo che tornerà a un'azione militare 'su larga scala' in caso di fallimento dei negoziati. Israele – che non ha partecipato all'ultima fase degli scontri – teme che un accordo possa chiudere il conflitto senza aver neutralizzato la capacità nucleare iraniana. Su questo sfondo, Netanyahu intende presentare a Trump informazioni di intelligence sui presunti progressi di Teheran nel ricostruire il proprio apparato militare e nucleare sotto la nuova guida dell'ayatollah Mojtaba Khamenei. A complicare il quadro, il presidente americano ha anche manifestato l'intenzione di vendere caccia F-35 alla Turchia, mossa osteggiata da Israele, e ha condizionato un accordo nucleare civile con l'Arabia Saudita all'adesione di Riad agli Accordi di Abramo.
Entrambi i leader cercano dalla visita un sostegno politico interno: Netanyahu è atteso alle urne a fine ottobre e i sondaggi lo danno in difficoltà; Zelensky punta a rafforzare la posizione ucraina dopo i recenti successi sul campo. Le riunioni di martedì, seguite dalla cerimonia per Graham, potrebbero delineare le prossime mosse in due guerre che restano in una fase critica, con gli Stati Uniti impegnati a bilanciare pressione militare e iniziativa diplomatica. Le discussioni potrebbero influenzare sia l'eventuale ripresa dei colloqui di pace con Mosca sia la strategia americana verso Teheran, mentre entrambi i leader guardano ai rispettivi appuntamenti elettorali.
| Stampa iraniana e affini | −0.60 | critical |
|---|---|---|
| Stampa israeliana | +0.20 | neutral |
| Stampa atlantica / anglosfera | 0.00 | neutral |
| Stampa del Golfo arabo | 0.00 | neutral |
L'Iran è al centro dell'agenda: i leader occidentali cospirano contro Teheran. Il regime sionista cerca di trascinare gli Stati Uniti in una guerra totale, mentre Trump finge apertura diplomatica. La visita di Netanyahu è presentata come una minaccia esistenziale.
Netanyahu cerca di non perdere il sostegno americano per la guerra all'Iran. Pur con divergenze tattiche, il leader israeliano assicura che Israele e USA sono allineati. La minaccia nucleare iraniana è il vero banco di prova.
Trump bilancia diplomazia e minacce militari con Iran, mentre riceve Netanyahu e Zelensky. I due conflitti (Iran e Ucraina) raggiungono fasi critiche. I rapporti tra Trump e i leader sono complessi: caldi con Zelensky, tesi con Netanyahu.
I leader del Golfo osservano con cautela. Trump discute con Netanyahu l'Iran e gli Accordi di Abramo, mentre cerca di gestire l'escalation. La regione resta in attesa di sviluppi diplomatici.
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