
Mbappé re dei bomber, ma la Coppa 2026 è della Spagna
Il francese chiude con 22 reti in carriera e la seconda Scarpa d’Oro consecutiva, mentre le Furie Rosse piegano l’Argentina in finale.
Con la conclusione del Mondiale 2026, Kylian Mbappé ha consolidato il proprio primato assoluto nella classifica marcatori di tutti i tempi della Coppa del Mondo, raggiungendo quota 22 reti in tre edizioni, e si è aggiudicato per la seconda volta consecutiva la Scarpa d’Oro grazie ai 10 gol messi a segno nel torneo. Il dato, certificato dalle fonti ufficiali della FIFA, assume un rilievo storico ulteriore: nessun calciatore era mai riuscito a imporsi come capocannoniere in due edizioni diverse della competizione. Il record è stato suggellato nella finale per il terzo posto, dove la Francia ha superato l’Inghilterra per 6-4 in una partita che ha visto il numero dieci transalpino firmare una doppietta.
Secondo gli analisti sportivi europei, la performance di Mbappé – 10 reti in 8 incontri, con marcature multiple contro Senegal, Svezia e Inghilterra – riflette una maturazione tattica che lo ha reso terminale offensivo pressoché inarrestabile, capace di incidere anche nelle fasi a eliminazione diretta. L’attaccante del Paris Saint-Germain, a 27 anni, ha superato definitivamente Lionel Messi nella classifica cannonieri di tutti i tempi, fermo a 21 gol dopo aver chiuso a secco la finale persa contro la Spagna. Nell’ottica sudamericana, il sorpasso statistico non ridimensiona l’eredità del capitano albiceleste, che nel corso del torneo ha comunque prodotto otto reti e fornito assist decisivi, come i due nella semifinale vinta in rimonta contro l’Inghilterra.
La finale di Città del Messico ha consegnato il titolo alla Spagna, vittoriosa per 1-0 sull’Argentina grazie a un gol di Ferrán Torres nei minuti di recupero. Il successo delle Furie Rosse, maturato dopo aver eliminato la Francia in semifinale con un secco 2-0, conferma il dominio europeo nell’albo d’oro recente: dal 2006 a oggi, solo l’Argentina nel 2022 ha interrotto la striscia di vittorie del Vecchio Continente. Per gli osservatori di Bruxelles, il trionfo spagnolo premia un modello di calcio fondato sul possesso e sulla valorizzazione dei vivai, in un’edizione che ha visto l’Italia assente per la terza volta consecutiva, alimentando il dibattito sulla competitività del movimento calcistico nazionale.
Il torneo, ospitato per la prima volta da tre nazioni – Stati Uniti, Canada e Messico – ha registrato un’affluenza record e ha messo in luce l’ascesa di nuove realtà come il Marocco, giunto ai quarti di finale. La FIFA ha annunciato che la classifica finale dei marcatori sarà ratificata nel prossimo congresso, ma i numeri di Mbappé e il titolo spagnolo sono già entrati negli annali. L’attenzione si sposta ora verso l’edizione del 2030, con il dossier sulle candidature che resta aperto e una riflessione avviata sul formato allargato a 48 squadre, il cui impatto sull’equilibrio tecnico continua a dividere le federazioni continentali.
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