
Netflix paga 500 milioni di dollari per l'intera saga di The Walking Dead
Dal 2027 la serie madre e i sei spin-off saranno disponibili in co-esclusiva su Netflix e AMC+, con un rollout graduale che toccherà anche l'Italia.
I morti camminano. In un'America ridotta a un mosaico di comunità assediate, un gruppo di sopravvissuti cerca una ragione per non arrendersi. Dal 2010, la saga di The Walking Dead – basata sui fumetti di Robert Kirkman e interpretata in origine da Andrew Lincoln – ha trasformato l'incubo degli zombie in un racconto corale sul potere, la violenza e i legami umani. Considerata tra i franchise di maggior successo degli ultimi vent'anni, la serie ha ridefinito il genere zombie in televisione, generando un universo narrativo che oggi conta 371 episodi tra la serie madre e sei spin-off.
Netflix ha annunciato un accordo quinquennale da 500 milioni di dollari con AMC Global Media per i diritti di trasmissione globale di quell'universo. L'intesa, che entrerà in vigore nel 2027, copre tutte le undici stagioni di The Walking Dead e i sei spin-off: Fear the Walking Dead, Daryl Dixon, Dead City, The Ones Who Live, World Beyond e Tales of the Walking Dead. Per la prima volta, l'intero catalogo sarà disponibile in co-esclusiva su Netflix e sulla piattaforma AMC+. Secondo quanto riportato dalla stampa statunitense, si tratta di uno dei più grandi accordi di licenza mai siglati nel settore dello streaming.
L'operazione ridisegna la geografia della distribuzione. Finora la serie era disseminata su più piattaforme a seconda dei territori: in America Latina, per esempio, conviveva su Netflix e Disney+, mentre in Germania era accessibile su Amazon Prime Video, Disney+, Netflix e Sky. Con il nuovo accordo, man mano che le licenze preesistenti scadranno, i contenuti migreranno progressivamente verso i due hub designati. L'Italia, indicata da AMC tra i mercati chiave insieme a Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda, vedrà l'approdo graduale dei titoli a partire dal 2027.
L'accordo consolida una relazione che dura dal 2011, quando Netflix acquisì i diritti per il mercato statunitense. «Le audience hanno scoperto e amato The Walking Dead su Netflix per quasi quindici anni, e la serie continua ad attrarre nuovi fan», ha dichiarato Lori Conkling, vicepresidente delle licenze di Netflix. Kristin Dolan, CEO di AMC Global Media, ha sottolineato che l'intesa «crea una destinazione globale per questo universo, rendendo il franchise più accessibile che mai». Per gli spettatori, la convergenza su due sole piattaforme semplifica l'accesso a una narrazione che ha saputo rinnovarsi attraverso molteplici declinazioni.
Mentre i vecchi contratti si spengono, l'orda dei walker si prepara a varcare i confini digitali. L'apocalisse, per la prima volta, avrà una casa comune.
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Netflix celebra l'accordo come un trionfo che riunirà milioni di fan e ridefinirà il modo di fruire della serie.
L'enfasi sul valore culturale e storico della serie giustifica l'enorme investimento, trasformando una transazione commerciale in un evento epocale.
Lascia fuori qualsiasi riferimento alle conseguenze negative per i concorrenti e agli effetti dirompenti sul mercato dello streaming, concentrandosi solo sugli aspetti positivi per Netflix e i fan.
Netflix brandisce l'accordo come una clava per dominare il mercato dello streaming, destabilizzando le offerte concorrenti.
La descrizione dell'accordo come 'mega-keule' (clava gigante) lo inquadra come un'arma competitiva, evidenziando le conseguenze dirompenti per l'ecosistema delle piattaforme.
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