
Trump celebra l’America 250 con incontri UFC alla Casa Bianca, tra consensi e critiche
Il 14 giugno, giorno dell’ottantesimo compleanno di Trump, la residenza presidenziale ospiterà sei combattimenti di arti marziali miste. Mentre la maggioranza degli americani disapprova, i sostenitori lo vedono come un tributo alla libertà.
La Casa Bianca si prepara a trasformare il prato sud in un’arena per combattimenti di arti marziali miste. Il prossimo 14 giugno, in coincidenza con l’ottantesimo compleanno di Donald Trump e nell’ambito delle celebrazioni per il duecentocinquantesimo anniversario della democrazia americana, si terranno sei incontri di UFC – il cosiddetto “Freedom 250” – con un incontro valido per il titolo dei pesi leggeri. L’evento, interamente finanziato dalla Ultimate Fighting Championship, prevede pacchetti di sponsorizzazione fino a un milione di dollari. Un’iniziativa senza precedenti recenti, anche se gli storici ricordano che già Theodore Roosevelt ospitò incontri di pugilato alla Casa Bianca, subendo persino un colpo che lo rese parzialmente cieco da un occhio.
L’entusiasmo del presidente non trova però riscontro nell’opinione pubblica. Un sondaggio YouGov rivela che il 51 per cento degli americani disapprova l’organizzazione di un combattimento nella residenza presidenziale, e un rilevamento della Quinnipiac University indica che il 68 per cento ritiene Trump non sufficientemente concentrato sui problemi interni. Lo scetticismo si inserisce in un quadro economico teso: l’inflazione annua al 3,8 per cento e l’aumento dei costi energetici legato al conflitto in Iran alimentano un senso di distanza tra le priorità percepite della Casa Bianca e la vita quotidiana dei cittadini.
Sul versante opposto, l’evento gode del sostegno di figure di spicco del mondo sportivo e dell’imprenditoria, che lo interpretano come un inno alla libertà. Il campione di football Maxx Crosby, stella dei Las Vegas Raiders, ha dichiarato di voler partecipare per “celebrare il nostro paese” e ha sottolineato come negli Stati Uniti tutti abbiano la possibilità di inseguire le proprie passioni. Per la destra conservatrice e gli appassionati di sport da combattimento, un’arena di sangue sotto il portico presidenziale è la realizzazione di un’estetica trumpiana che mescola intrattenimento, patriottismo e culto della forza.
Dall’Europa lo spettacolo viene osservato con un misto di incredulità e preoccupazione. In Italia, come in altri alleati, l’iniziativa appare come l’ennesima dimostrazione di una governance spettacolarizzata, in cui i confini tra comunicazione politica e intrattenimento si fanno sempre più labili. Mentre le cancellerie europee affrontano le ricadute concrete delle turbolenze mediorientali e dei dazi commerciali, il “Freedom 250” rischia di acuire la percezione di un’America disimpegnata dalle crisi globali, ripiegata su un immaginario di potenza espresso a colpi di gabbia.
| Stampa atlantica / anglosfera | +0.80 | aligned |
|---|---|---|
| Stampa europea continentale | −0.80 | critical |
L'incontro di UFC sul prato della Casa Bianca viene presentato come una storica fusione di patriottismo e sport, un omaggio ai 250 anni della nazione e al duraturo ideale di libertà americana. Chi partecipa lo considera un tributo naturale al paese più grande del mondo.
Quella che doveva essere una celebrazione nazionale si è trasformata in un costoso circo, con un'arena da combattimento montata davanti alla Casa Bianca. Lo spettacolo per il compleanno del presidente, tra artisti che disertano e paragoni con la Torre Eiffel, svela un'ossessione per la dominazione e l'autocelebrazione.
Allarga lo sguardo
Trump sospende l’attacco all’Iran, ma Teheran smentisce di aver chiesto la tregua
2 lingue · 74 testate
Da Economy & MarketsIndonesia, stime di crescita del secondo trimestre divise: il governo punta sopra il 5%, gli analisti privati frenano
2 lingue · 11 testate
Da TechnologyGli Emirati Arabi Uniti adottano Aani e Jaywan per i pagamenti federali
1 lingua · 8 testate