
Fuga da un funerale a Melbourne: caccia all'evaso legato alla mafia albanese
Orijol Rukaj, 47 anni, detenuto per traffico di droga, è scappato durante il funerale del fratello a Melbourne, eludendo la sorveglianza e facendo perdere le proprie tracce.
La polizia australiana ha intensificato le ricerche di Orijol Rukaj, 47 anni, evaso il 25 aprile scorso durante il funerale del fratello a Keilor East, sobborgo nord-occidentale di Melbourne. L'uomo, detenuto nel carcere di Marngoneet per accuse di importazione di droga e con legami accertati con la criminalità organizzata albanese, era stato autorizzato a partecipare alla cerimonia sotto scorta. Secondo le autorità, Rukaj ha trasportato la bara del fratello insieme ad altri portatori, per poi allontanarsi inosservato mentre circa trecento persone assistevano al rito funebre. Gli agenti di sorveglianza, accortisi della fuga, hanno lanciato l'allarme chiamando il numero di emergenza, ma dell'uomo non si hanno più tracce da oltre sei settimane.
Le indagini, condotte dalla squadra fuggitivi della polizia di Victoria, hanno portato gli agenti a perquisire una ventina di indirizzi a Melbourne, senza risultati. Le telecamere di sorveglianza hanno immortalato un fuoristrada Toyota Land Cruiser di colore scuro che, secondo gli inquirenti, avrebbe prelevato Rukaj subito dopo la fuga. Nonostante l'appello alla collaborazione dei cittadini e la diffusione di nuove immagini, non sono stati registrati avvistamenti confermati. La fuga solleva interrogativi sulla gestione delle scorte per detenuti ad alto rischio, in un caso che coinvolge un soggetto con legami transnazionali.
Dal punto di vista europeo, la vicenda richiama l'attenzione sulle reti della criminalità albanese, attive nel traffico di droga tra Australia, Europa e Balcani. Secondo analisti di Bruxelles, episodi come questo evidenziano la capacità di queste organizzazioni di sfruttare le pieghe dei sistemi penitenziari per garantire la fuga dei propri affiliati. La latitanza di Rukaj, che potrebbe aver già lasciato il paese, rappresenta una sfida per la cooperazione internazionale, con l'Interpol già allertata. La polizia australiana, pur concentrata sul territorio, non esclude che l'uomo possa aver trovato rifugio in Albania o in altri paesi balcanici, dove i legami familiari e criminali potrebbero agevolarne la clandestinità.
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